Cappella della Natività

La cappella è la terza da sinistra entrando.

La cappella ideata dal Guarini, fu realizzata dal suo amico Antonio Bettini nel 1677. I Padri Teatini in questa chiesa, hanno iniziato e composto i canti e la liturgia della novena di Natale, in latino. Oggi nelle chiese la novena viene celebrata in italiano, ma a ricordo dell'evento i Canonici della Collegiata della SS. Trinità, la celebrano con dovuta ricchezza di sentimento nell'originale.

 
La pala dell'altare rappresenta la Natività del Redentore ed è opera di Pietro Dufour, fine sec. XVII.


Di particolare interesse il paliotto, tra le cornucopie di marmo policromo di notevole pregio, ci sono tre pannelli in metallo sbalzato: i laterali con stemmi ad intreccio di foglie e di fiori, il centrale con la rappresentazione della morte di San Giuseppe, assistito dalla Madonna e da Gesù; iconografia non così frequente nelle nostre chiese.


La Natività è festa della pace, della serenità; sopra la cappella due angeli ne portano l'annuncio, uno (sinistra) ha in mano l'arco spezzato, l'altro (destra) porta la faretra con frecce spezzate: strumenti di guerra rotti!


Nel catino, sopra la pala dell'altare, la decorazione a stucco rappresenta la Vergine Assunta nella mandorla di fiori e di frutta: MAIESTAS DEI.




Il confine della mandorla fa risaltare il senso del divino; dalla mandorla la Madonna straripa ed inonda tutto quanto trova intorno, come una cascata. Questa iconografia è sovente utilizzata nell'arte medioevale.





Ed ecco le statue che ricevono questa sovrabbondanza di grazia e di amore:
 
- S. Giovanni Battista (sinistra) precursore di nostro Signore Gesù;
- Maria Maddalena (destra) testimonianza della conversione più eclatante, di una nascita alla vera fede.