Altare maggiore

Questo altare di Guarino Guarini è innovativo: è il primo ad essere staccato dalla parete di fondo per dare maggior risalto alla mensa del Signore (nei secoli successivi molti architetti si ispirarono a questo modello).

Marmi, pietre colorate combinate in infinite figure geometriche intrecciate, pannelli marmorei curvi ed intarsiati, colonne tortili, presbiterio e regie tribune dorate (riservate ai duchi), grate di legno intagliate e dorate (opera di Quirico Castelli), testimoniano la fantasia e la creatività guariniana.

Il diacono Lorenzo, rappresentato nella pala con gli strumenti del suo martirio (opera di Antonio Franceschini - fine sec XVII), nato in Spagna, tesoriere del papa Sisto II, nel 258 venne chiamato dall'imperatore romano Valeriano perché consegnasse tutti i tesori della chiesa.
È tradizione che tre giorni dopo, Lorenzo si sia presentato all'imperatore con storpi, zoppi, ciechi di Roma affermando che quelli erano i veri tesori della chiesa. L'imperatore giudicò la risposta una provocazione; diede quindi ordine che Lorenzo venisse martirizzato. La leggenda dice che Lorenzo fu posto su una graticola e bruciando abbia chiesto di essere rivoltato per cuocere meglio; leggenda... ma ogni leggenda ha un fondo di verità.

Il paliotto dell'altare, opera del Tantardini, raffigura il voto fatto da Emanuele Filiberto a San Lorenzo alla battaglia di S. Quentin, nelle Fiandre, il 10 agosto 1557 (festa del santo), raffigurazione che è il cuore di tutta la Real Chiesa.

Ai lati della pala e delle colonne tortili :

1. la statua del beato Amedeo IX, terzo duca di casa Savoia 1435-1472, uomo pio, caritatevole e ricco di virtù cristiane, particolarmente devoto alla S. Sindone per la quale fece terminare (1467) la Sainte Chapelle a Chambery, dove la pose. Lasciò un testamento spirituale, ancor oggi attuale, come è citato nel cartiglio nella pala dell'altare dell'Immacolata. Riposa nella Cattedrale di Vercelli.

2. la statua della beata Margherita di Savoia 1390-1464, ramo Acaia, sposa a 13 anni con l'anziano nobile Teodoro Paleologo solo per favorire la pace tra le famiglie; ritrovatasi vedova si ritira ad Alba, assiste malati, poveri, diventa domenicana del terz'ordine e col favore del Papa, riforma l'ordine delle claustrali.

Tabernacolo, ciborio, tronetto sono capolavori di armonia in marmi e bronzi dorati tempestati di pietre preziose: agate, diaspri, lapislazzuli, onici, graniti. Ai lati dell'altare due porte seicentesche, dette le turchine, ad intaglio di legno dorato poste nel 1828 da re Carlo Felice.

Sulla cupola del presbiterio è raffigurato San Lorenzo contornato da angeli; la volta è a sei lati.

La stella a sei punte è la firma del Guarini; la ritroviamo sulle volte degli altari laterali con riferimento al libro di Genesi: Dio ha creato l'uomo nel sesto giorno; in ringraziamento alla intelligenza e creatività ricevuta.

Scendendo, sui quattro lati, sono raffigurate la quattro Virtù cardinali: Prudenza con lo specchio, Giustizia con la bilancia, Fortezza con lo scettro, Temperanza nell'atto di versare acqua da una brocca ad un?altra.

I simboli rappresentati aiutano a riflettere sul significato delle Virtù cardinali.

Una terza cupola, piccola, sopra la pala dell'altare: Guarino Guarini ribadisce ancora una volta il concetto della luce di Dio che piove dall'alto e avvolge ogni cosa.

Lo stemma sabaudo, l'occhio di Dio Padre raggiante nel triangolo che rappresenta la Trinità, sovrastano il presbiterio.

Sopra l'arco esterno del presbiterio in alto dominano due angeli dorati: uno, a sinistra, con la corona di alloro, gloria di Dio, l'altro a destra, con la palma del martirio che introducono all'altare di San Lorenzo, rappresentato nella pala con gli strumenti del suo martirio (opera di Antonio Franceschini - fine sec XVII).


Tra gli angeli citati si può leggere un cartiglio:

D.O.M.
EMANUEL PHILIBERTUS
VOVIT,
MARIA JO. BAPTISTA A SABAUDIA
PERFECIT,
CAROLUS FELIX
RESTITUIT 

A Dio Onnipotente Massimo Emanuele Filiberto fece voto nel 1557.
Maria Giovanna Battista (Nemour) di Savoia (vedova di Carlo Emanuele II) portò a compimento il voto nel 1680.
Carlo Felice restaurò nel 1828 e diede dignità alla chiesa.



Dopo il Concilio Vaticano II è stata posta la nuova mensa dell?altare sostenuta da due coppie di angeli, ricavate da un gruppo scultoreo realizzato intorno al 1600/1700.